L’estratto di fragole protegge dalle radiazioni UV-A quando è addizionato a culture di cellule della pelle. Migliora la vitalità cellulare, si riducono le mutazioni a carico del DNA, dimostrando perciò di poter essere un valido alleato contro il rischio di imbattersi in tumori, in stati infiammatori ed in malattie degenerative a carico della pelle.
I risultati di questo studio, condotto da un team di ricercatori italiani e spagnoli dell’ Università Politecnica delle Marche e dell’ Università di Barcellona, aprono le porte alla creazione di creme fotoprotettive a base di estratto di fragole. I risultati della ricerca sono stati pubblicati su Journal of Agricultural Food Chemistry.
Su culture di fibroblasti è stato aggiunto l’estratto a differenti concentrazioni (0.05, 0.25 e 0.5 mg/ml). I campioni sono poi stati esposti alla luce ultravioletta di tipo A (tra 400 e 315 nm; la gamma di radiazioni UV che arriva sulla superficie terrestre è rappresentata per più del 95% dai raggi UV-A), per oltre un’ora. I dati ottenuti confermano che la soluzione di fragole, in particolare quella più concentrata, evidenzia spiccate proprietà fotoprotettive rispetto ai controlli, privi dell’estratto.
Secondo i ricercatori, le proprietà fotoprotettive sarebbero da attribuire alle antocianine, pigmenti idrosolubili molto diffusi in natura, identificati nell’estratto di fragole con l’ausilio di tecniche cromatografiche e di spettrometria di massa. Le antocianine sono composti polifenolici appartenenti al vasto gruppo dei flavonoidi e sono note da tempo in letteratura per le importanti proprietà antinfiammatorie, antiossidanti ed antitumorali.
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