
Non solo cisplatino, noto farmaco anticancro. In futuro il cancro potrebbe vedersela anche coi complessi a base di rutenio (Ru), nuovi promettenti agenti antineoplastici per terapia fotodinamica. Tali complessi sono il risultato di un nuovo studio condotto da ricercatori dell’University of Kentucky, negli USA, e pubblicato su Journal of the American Chemical Society.
I ricercatori dell’università a stelle e strisce sono riusciti nell’intento di sintetizzare e caratterizzare complessi del rutenio (un raro metallo di transizione) che, a differenza del cisplatino, sono completamente inerti e si attivano, aggredendo il DNA, solo dopo essere stati irradiati dalla luce visibile.
Questi complessi del rutenio sono duecento volte più tossici e tre volte più potenti del cisplatino contro le cellule cancerose, come dimostrano i primi test effettuati su cellule leucemiche e su cellule di cancro del polmone. Tuttavia, essendo composti inerti al buio, hanno il vantaggio di poter essere attivati con la luce solo nelle cellule malate, preservando quelle sane.
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