
Gli enzimi Nox (NADPH ossidasi) sono da tempo ritenuti la principale sorgente di specie reattive dell’ossigeno nelle cellule. Recentemente è stato trovato il primo composto antinfiammatorio che, anziché agire da antiossidante (cioè a valle dell’infiammazione), inattiva l’enzima Nox2, bloccando direttamente alla fonte la produzione dei tanto temuti radicali dell’ossigeno.
Il nostro organismo, grazie ad opportuni sistemi enzimatici ed altri antiossidanti, è in grado di tenere sotto controllo i ROS, ovvero le specie reattive dell’ossigeno. Tuttavia, se la loro produzione diventa eccessiva, si genera il cosiddetto stress ossidativo, con gravi conseguenze per l’organismo; i radicali dell’ossigeno sono infatti i principali responsabili di estesi danni tissutali e di varie condizioni, tra le quali invecchiamento cellulare, ictus, insufficienza cardiaca e malattie neurodegenerative.
La scoperta è merito di alcuni scienziati della Emory University School of Medicine. Il farmaco si chiama ebselen ed in realtà è già noto per il suo ruolo di imitatore dell’enzima detossificante glutatione perossidasi. La nuova funzione che gli è stata attribuita potrebbe comunque permettergli di essere utilizzato in futuro per il trattamento di una vasta gamma di patologie, come le malattie neurodegenerative ed autoimmuni. I risultati della ricerca sono stati pubblicati su Chemistry & Biology.

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